C’era un tempo in cui l’anomimato – e il seguito di una manciata (non di più) di amicistetti – permetteva a Sem* di dire sempre quello che le passava per la testa. Sì, a volte c’era pure qualcuno che si faceva male e che a tornare indietro qui ci si penserebbe due volte a farlo macerare nell’aceto. Ma così va il mondo, quello vero. Perché nel mondoparallelo, una specie di Second Life in cui però Sem* riesce ad entrare quando vuole, ci si può compiacere anche a ripetere gli stessi errori. Perché anche la reiterazione è una sicurezza.
Intanto il tempo passa, magari i parentistretti hanno smesso di fare capolino a leggere i fatti suoi e Sem* pianifica un gran rientro.
Il tempo passa – cavoli se passa – ma Sem* mai avrebbe detto che sono già cinque anni che usa solo zucchero in zollette, quello che ti permette un insano «metodo di controllo coercitivo del sano desiderio di approssimazione». E allora venghino signori venghino in un nuovo capitolo della vita di Sem* travestita da wonderwoman in gabbia sotto la pioggia.
Sarà questa la punizione per aver voluto credere che per sempre non fosse solo il claim di una ditta di gioielli sbrilluccicosi?
Sem* scopre una nuova visione del mondo: l’entusiasmo scema col passare gli anni se non si riattizza.
[Sem* versione me l'ero detto io, elabora una teoria: solo brutte notizie e la nostalgia di casa la fanno tornare da queste parti]