C’è una rete – disegnarla è molto di moda – che si snoda attraverso le persone, i luoghi, le cose. C’è una rete, invece, che è fatta solo di ricordi. E questa è la rete più pericolosa.
È questa che ci impedisce di andare avanti.
È incastrato in una rete chi non si accontenta, chi non si piace più perché col tempo il corpo cambia ma a vent’anni sì che ero diversa, chi non trova mai quello che cerca perché ha idealizzato quello che aveva.
Provate a infilare dei vecchi jeans. Tutti ne conserviamo un paio – anche se liso – che vorremmo rimettere perché ci faceva sentire bellissime. Il jeans è sempre lo stesso. Noi no. E se ancora supera la linea dei fianchi e il bottone raggiunge l’asola… non lo metteremmo mai più.
