Il pessimo capo

Il pessimo capo

Il lavoro non sta cambiando ora: è sempre in evoluzione, come tutto. Grazie alla tecnologia, all’innovazione, alla consapevolezza mutata della società.

Un cattivo capo può intossicare un ambiente di lavoro, danneggiare i risultati e deteriorare la salute mentale delle persone. Era vero prima ed è ancora più vero oggi che lo smart working ha reso immateriali – e complesse – le nostre dinamiche quotidiane. Quanti (molti) più danni può fare allora un pessimo capo, oggi?

Lo smart working, che sta modificando il nostro modo di lavorare, fare riunioni, fissare obiettivi, non è la causa unica del cambiamento. Lo siamo noi, perché il lavoro è prima di tutto un luogo di relazioni e interazioni, e la chiave per rendere un lavoro migliore, più efficace e gratificante di un altro, sta nella leadership.

Il pessimo capo. Manuale di resistenza per un lavoro non abbastanza smart (Longanesi) esce il 9 settembre e puoi già preordinarlo qui.

Lista di letture, per approfondire (o cambiare argomento)

Happy happy. Il metodo svedese della negoziazione felice (Longanesi, Milano 2020) di Lars-Johan Åge. Magari con te funziona.

Detto, fatto! L’arte di fare bene le cose (Sperling & Kupfer, Milano 2015) di David Allen. Anche per imparare a farle male le cose. Perché, scrive Allen: «Se non avete un efficiente sistema di archiviazione delle cattive idee, non ce l’avete neppure per archiviare quelle buone».

Più felice. Come imparare a essere felici nella vita di ogni giorno (Baldini e Castoldi, Milano 2015) di Tal Ben-Shahar. Ogni giorno, dice.

Contagioso: perché un’idea e un prodotto hanno successo e si diffondono (Sperling & Kupfer, Milano 2014) di Jonah Berger. Per capire davvero il concetto di contagio sociale: «Nonostante tutto il denaro investito in pubblicità e marketing, sono pochi i prodotti che diventano famosi. La maggior parte dei ristoranti fa fiasco, la maggioranza delle aziende fallisce e le iniziative sociali raramente riescono ad attecchire. Perché alcuni prodotti, idee e stili di vita si impongono e altri no? Una delle ragioni per cui un oggetto o un’idea acquista notorietà è che, molto semplicemente, è migliore di altri».

Manuale per ragazze rivoluzionarie. Perché il femminismo ci rende felici (Rizzoli, Milano 2018) di Giulia Blasi. C’è un punto in cui nel libro si spiega che serve adottare un’altra prospettiva, quando ci presentiamo a un colloquio: per quel lavoro hanno bisogno di noi. Così cambia davvero tutto. E poi, certo, per partire dalle basi.

Work rules! Insights from inside Google that will transform how you live and lead (John Murray, London 2016) di Laszlo Bock. Per capire come far funzionare la storia di «Act like a founder».

Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio (Oscar Mondadori, Milano 2016) di Italo Calvino. La lezione sulla leggerezza vale una seduta di psicoterapia.

How to Be Successful Without Hurting Men’s Feelings (Andrews McMeel Publishing, Kansas City 2018) di Sarah Cooper. Un libricino umoristico. Più o meno. Dalla stessa autrice di 100 trucchi per sembrare Smart in ufficio (BUR, Milano 2016). Prendili entrambi. Per essere migliori di come siamo.

Invisibili. Come il nostro mondo ignora le donne in ogni campo. Dati alla mano (Einaudi, Torino 2020) di Caroline Criado Perez. «La prima domanda che viene fatta a chiunque abbia proposto una qualsiasi iniziativa politica è: “Quanto costa?”; la seconda, subito dopo è: “Possiamo permettercelo?” Delle due, la più insidiosa e senz’altro l’ultima. La risposta dipende dalla situazione economica del momento, e valutare una situazione economica e un’operazione più arbitraria di quanto si pensi». Per cambiare davvero le cose.

Il potere emotivo dei gesti. Presenza, autostima, sicurezza: usa il linguaggio del corpo per affrontare le sfide più difficili (Sperling & Kupfer, Milano 2016) di Amy Cuddy. Che parla anche della sindrome dell’impostore.

Paso doble (Garzanti, Milano 1998) di Giuseppe Culicchia, Works (Einaudi, Torino 2016) di Vitaliano Trevisan e Stupore e tremori (Voland, Roma 2001) di Amélie Nothomb – che trovi citato nel capitolo 8 – per lo stesso motivo: raccontano il mondo del lavoro.

Libera il futuro. Quindici lezioni dal digitale per migliorare il nostro mondo (Enrico Damiani Editore, Brescia 2020) di Mafe de Baggis. Per assumerci responsabilità: «Abbiamo rotto Internet, cioè un sogno che per molti avrebbe dovuto salvare il mondo. Io non l’ho mai pensata così, perché il mondo lo salviamo noi, ostacolati e aiutati dagli altri, non dagli strumenti che produciamo».

Svuota il carrello: il marketing spiegato benissimo (Utet, Milano 2020) di Gianluca Diegoli. Il marketing possono farlo tutti, è una cosa che sento dire sempre. Ma visto che sapere due cose per davvero magari ti serve, tanto vale saperle benissimo.

Una paga da fame. Come (non) si arriva alla fine del mese nel paese più ricco del mondo (Feltrinelli, Milano 2004) di Barbara Ehrenreich. Per capire quanto si capisce a mettersi nei panni degli altri.

Perché il cielo è azzurro? Risposte facili alle domande difficili dei bambini (BUR, Milano 2014) di Gemma Elwin Harris, perché sono le stesse domande per cui anche da adulti spesso non abbiamo risposte.

Questa non è la mia faccia. Saggi sparsi su leggere, scrivere, sognare e su un mucchio di altra roba (Mondadori, Milano 2019) di Neil Gaiman. Ne ho riportato una citazione nel capitolo 11: «Se qualcuno vi propone un contratto […] ricordate che tutto è negoziabile. Una volta pensavo che un contratto fosse qualcosa da prendere o lasciare. Ma non è così. E in base allo stesso principio un contratto si può rinegoziare». Il discorso da cui è tratta (tenuto da Gaiman nel 1997 a una convention in California per professionisti del fumetto) contiene tanti altri consigli utili.

Potere alle parole. Perché usarle al meglio (Einaudi, Torino 2019) di Vera Gheno. Per questa lezione: «La comunicazione che funziona meglio è quella che tiene conto dell’interlocutore più debole, non di quello più capace, che un po’ se la deve sbrigare da solo».

Coltivare l’intelligenza emotiva. Come educare all’ecologia (Rizzoli, Milano 2009) di Daniel Goleman. Perché così ci allineiamo in fretta almeno su uno dei 17 obiettivi per il 2030 per lo sviluppo sostenibile dell’ONU.

Essere originali. Come gli anticonformisti cambiano il mondo. La sfida al pensiero comune per creare nuove idee (Hoepli, Milano 2016) di Adam Grant. Un libro per tenere a bada la paura.

Altre menti. Il polpo, il mare e le remote origini della coscienza (Adelphi, Milano 2018) di Peter Godfrey-Smith, perché «nel polpo la maggioranza dei neuroni non è nemmeno localizzata nel cervello, ma nelle braccia ».

The Hill We Climb. Parole di coraggio, speranza e futuro (Garzanti, Milano 2021) di Amanda Gorman. Perché c’è anche bisogno di poesia.

21 Lezioni per il XXI secolo (Bompiani, Milano 2018) di Yuval Noah Harari. Parla di obiettivi raggiungibili. Sfide. E di storia.

Shakespeare scriveva per soldi (Guanda, Milano 2010) di Nick Hornby che scrive: «So che mi sarei perso un mucchio di roba bella se non fossi disposto a tollerare di tanto in tanto il fatto di non capire e la relativa esasperazione», e anche per il titolo, sì.

What You Do Is Who You Are: How to Create Your Business Culture (Harper Business, New York 2019) di Ben Horowitz. Serve.

La chiave a stella (Einaudi, Torino 2014) di Primo Levi. Da cui è tratta la citazione a inizio libro.

Grazie, Obama: I miei anni alla Casa Bianca. Memorie semiserie di un giovane scrittore di discorsi (HarperCollins Italia, Milano 2018) di David Litt. Perché i discorsi al capo li abbiamo scritti tutti.

Donne & carriera. Consigli smart per lavoratrici ambiziose (Hoepli, Milano 2012) di Heather McGregor, pubblicato con lo pseudonimo che usava sul Financial Times: Mrs Moneypenny. È un libro datato a cui sono però molto affezionata. Da qui – insieme all’esercizio sulla lista di priorità che trovi nel capitolo 2 – ho tratto un insegnamento: il tempo per fare le cose che ti interessano lo trovi sempre. Ispirata dalle colazioni di Mrs Moneypenny al Walbrook Club, anni fa, ho iniziato a dare appuntamenti alle 7.30 del mattino, prima di andare in ufficio. La gente arrivava alle 7.15, ne sono ancora molto grata. È un’idea, segnatela.

Bon Ton Pop. Manuale di galateo contemporaneo per migliorare se stessi e vivere bene con gli altri (HarperCollins Italia, Milano 2021) di Elisa Motterle. Perché (non solo) al lavoro servono più buone maniere.

Stai zitta e altre nove frasi che non vogliamo sentire più (Einaudi, Torino 2021) di Michela Murgia, perché «nessuno è innocente se crede di dover rispondere solo di sé».

L’arte di respirare. La nuova scienza per rieducare un gesto naturale (Aboca, Sansepolcro 2021) di James Nestor. Perché ci serve. Come a me imparare a contare fino a dieci.

Dovremmo essere tutti femministi (Einaudi, Torino 2015) di Chimamanda Ngozi Adichie, illustrato da Bianca Bagnarelli. Un libro molto bello, coi disegni.

L’anno del sì. Non avere paura, vivi con gioia e diventa la tua persona (Rizzoli, 2016) di Shonda Rhimes. Magari ci provi.

Dataclisma. Chi siamo quando pensiamo che nessuno ci stia guardando (Mondadori, Milano 2015) di Christian Rudder. Lui e tre amici, tutti appassionati di matematica, hanno fondato OkCupid. Il libro spiega tante cose. Coi dati.

Mangia bene, lavora meglio. La cucina 100% vegetale per persone indaffarate (Cairo, Milano 2021) di Myriam Sabolla. Parla di caos creativo e di come il suo mito abbia creato tante aspettative disattese. Come imparare a essere organizzati e creativi? A partire dalle abitudini di tutti i giorni, anche quando mangiamo.

Manuale di scrittura creativa (Apogeo, Milano 2019) di Simona Sciancalepore. Da quando è uscito lo consiglio sempre dove si può. Per imparare a farsi le domande giuste quando si scrive, o si parla.

Dream Teams: Working Together Without Falling Apart (Portfolio/Penguin, New York 2018) di Shane Snow. Il libro finisce col racconto del giorno peggiore della sua vita. Si inizia sempre da lì.

Partire dal perché: Come tutti i grandi leader sanno ispirare collaboratori e clienti (Franco Angeli, Milano 2014) di Simon Sinek. Anche solo per imparare a chiedere sempre il perché delle cose.

Trick Mirror: Le illusioni in cui crediamo e quelle che ci raccontiamo (NR edizioni, Pescara 2020) di Jia Tolentino. È un libro sulla rappresentazione di sé.

In mezzo al mare, sette atti comici (Mondadori, Milano 2019) di Mattia Torre. Per riderne.

Il futuro del lavoro è femmina. Come lavoreremo domani (Bompiani, Milano 2020) di Silvia Zanella che è brava.