* SPIEGAMELO BENE E SE NON HO CAPITO SPIEGAMELO ANCORA ::

Durante la Dinner Speech della Bocconi Alumni Association, due sere fa, Luca Mignini, top manager di Campbell ha detto:

«Come team leader, è giusto che il tuo team conosca i tuoi punti deboli, così che sappiano gestirti».

E ho pensato a quanto poco spesso raccontiamo agli altri le nostre debolezze. E quanto poco siamo abituati a valorizzare le confessioni altrui.
E tu: cosa (e quanto) racconti di te? 

Anni fa ho partecipato a un progetto di Marina Abatista: Istruzioni per l’uso (sfogliando la gallery, ci trovi anche le mie).
L’idea alla base era:

«Non sarebbe tutto più facile se ognuno di noi arrivasse con un libretto delle istruzioni? Come un frigorifero o una macchina fotografica. Certo, forse sarebbe meno divertente, ma di sicuro più semplice. Così sai com’è che funziono. Mica perché sei tonto, è che siamo tutti ingranaggi».

Mi piacciono gli spiegoni. Tanto quelli necessari: spiegato bene de Il Post è un genere. A prova del fatto che mica è vero che i giornali le cose ce le spiegano sempre bene.

Hai visto Roberto Saviano a Che Tempo Che Fa parlare dell’intervista a Porta a Porta del figlio di Riina? «La mafia sta parlando e la cosa più grave è stata che non l’abbiamo capito», per questo era necessario che qualcuno lo spiegasse. E bene.

 


* IL METODO SALVINI ::

Non è una questione politica la mia, tutto si può pensare tranne che io – che ho fatto della mia influence (?) in Rete un giveback per l’UNHCR – voterei mai per la Lega eppure tanto di cappello per la comunicazione politica di Salvini. Uno che sa cosa comunicare, a chi e in che modo.

Ho letto Il metodo Salvini, di Francesco Del Vigo e Domenico Ferrara e ve lo consiglio (tenendo conto che scrivono entrambi per Il Giornale e che quindi… potrebbero essere un po’ di parte) perché Salvini è davvero – come dicono gli autori:

un caso da manuale di comunicazione politica compulsiva, costante e senza freni.

Corrado Passera, lo stai facendo male

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* 10 COSE CHE HO IMPARATO DA UN PESSIMO CAPO ::

– – – EDIT – – –

questo post è stato selezionato per il Premio Treccani


 

No, il pessimo capo da cui il titolo non è una persona sola (troppo facile), è un lavoro corale. Di tanti piccoli capi che ho avuto, che ho conosciuto, di cui mi hanno raccontato. Che su queste cose anche il “sentito dire”, il racconto di un amico, serve. Anche se a volte serve solo a farti sentire meno solo.
Per questo – più di un anno fa, ormai – ho lanciato una discussione sul tema:

Più di un anno fa sì, perché se mi segui sai che ho deciso di pubblicare i post in bozze seguendo l’ordine deciso da una estemporanea votazione su Facebook, che si sa non serve a nulla, ma tant’è ora va così e questo è il secondo dei post, in ordine di preferenze.

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* 5 COSE PER CUI ERO PORTATA E POI HO MOLLATO ::

Prima delle vacanze una collega mi ha chiesto di farle un favore: doveva fare una cosa (complicatissima a suo dire) e aveva bisogno di aiuto. O non aveva voglia di imparare a farla, vai a sapere.

L’ho fatta io, un po’ controvoglia per quella cosa lì che ci hanno insegnato da piccoli del dover insegnare a pescare e non regalare il pesce pescato (che poi, ho gugolato ora, ero convinta d’averla sentita al catechismo e invece no: è un proverbio cinese).

Penso sempre di dover raccontare agli altri le cose che so. Non tenere per me piccole scoperte, trucchi utili e nozioni varie, che magari ho faticato pure a scoprire: ore di sonno per leggere, studiare e così via.

Insomma ci siamo capiti.

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* PERCHÉ DOVREI SMETTERE DI AVERE UN BLOG

Svolgimento:
nel 2015 ho scritto (solo) 17 post sul blog – di questi 5 li ho pubblicati di lunedì – e i più letti di quest’anno li ho scritti nel 2012.

attrazioni
Se ve li siete persi e volete recuperare:

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