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* DITELO A QUELLI DEL MARKETING DI IKEA ::

pubblicità Ikea
[Ditelo a quelli del marketing, seconda puntata: Ikea]

* CONVERSIONE EURO-LIRA ::

Quanto costerebbero in lire le zucchine facendo la conversione del prezzo esposto?

conversione euro-lira

* PUTTING SEX ON YOUR WEBSITE ::

Veloce corso di Seo per principianti.
Come si fa ad aumentare le page view? Facile, basta parlare di sesso. Non serve essere competenti, aggiornati, dare consigli utili o chiedere opinioni.
È la keyword che conta.
A dirlo è il tempo di permanenza su pagina.

Putting sex on your to-do list © Domitilla Ferrari, 2010 NY
[foto © Domitilla Ferrari, Madison Avenue, NY]

* IL PAESE REALE ::

«Vedi che faccio bene io a non andarci su Internet», dice una signora stizzita dopo la presentazione di Emma Tracanella, ieri durante la partecipazione delle GGD all’incontro Avviso ai Naviganti, nella Biblioteca Civica di Cologno Monzese.

 
Il problema qual è?
«C’è questa ragazzina di 15 anni che scrive dei commenti sul suo profilo Facebook che quasi sembra una pornostar, lei dice che gioca, ma se tutto resta online e lei poi non troverà lavoro?», chiede un’altra.
Il problema è che non troverà lavoro? Davvero? Non che a 15 anni dovrebbe essere educata a un concetto di privacy diverso? Già, ma da chi?

Miley Cyrus a 16 anni su MySpace

Miley Cyrus (nella foto), ai tempi 16enne, postò su MySpace una serie di autoscatti sexy, ma la cosa non le impedì di continuare a interpretare Hanna Montana per la Disney.
Libertà o (dis)interesse della rete familiare?

* HAPPY HOUR ::


Testing Ribolla Gialla

* CONSIGLI PER GIOVANI GIORNALISTI ::

Quanto paga fare il giornalista? E quanto pagano per fartelo fare?
Sono convinta che non si debba mai lavorare gratis (se non per una buona causa), tantomeno accettare cifre irrisorie come pagamento di una giornata di lavoro. Di pagare per lavorare non se ne parla neppure.

Ho collaborato con tante testate, ci sono state collaborazioni durate anni, alcune mesi, altre da una pubblicazione e via.
Ecco, quindi i miei consigli ai giovani giornalisti:

  • chiedetevi qual è il vostro scopo, se lo scopo è collezionare articoli per prendere il tesserino da pubblicista (che non servirà mai a nulla se non a farvi entrare gratis nei musei e imbucarvi a qualche fiera), lasciate stare, questo post non è per voi
  • sapete raccogliere una storia, valorizzare una notizia? magari anche scriverla bene? andiamo avanti
  • dovete pagare l’affitto? bene, come tutti gli altri lavori quello del giornalista va pagato. Quanto? ecco il punto. Per scrivere un articolo possono volerci giorni, comunque ore: cifre che vanno da 2 euro e 50 a 14 euro non vanno accettate in nessun caso. Una babysitter guadagna di più. Questo è il metro di paragone.
    «Ma tanto non ho niente di meglio da fare». Sicuri?
  • andate in edicola, comprate giornali sui quali potreste scrivere, non quelli sui quali vorreste scrivere. Io vorrei scrivere per il New York Times, ma sono sicura da avere molte più cose da dire per un target femminile, quindi nella mia lista della spesa ci saranno Grazia, Gioia, A, Donna Moderna, Cosmopolitan, Glamour, Vanity Fair e così via
  • «Ma non mi conosce nessuno». Neppure a me.  Nel colophon ci sono tutti i riferimenti della testata. Non chiamate il direttore e sappiate che anche il vice o il caporedattore centrale sono troppo occupati per darvi retta. Scegliete la sezione del giornale che più si confà ai vosti interessi. Per scrivere di moda si deve parlare con il caposervizio moda. È facile, si chiama la segreteria (di solito il numero che pubblicano è solo quello) e si chiede di <nome caposervizio moda>
  • non perdete tempo a mandare un cv, a chi interessase vi siete laureati e in cosa? A nessuno interessa se sapete scrivere, ai giornali servono idee. Proponete quelle, documentatevi e fate proposte. Sensate (non mandate una mail scrivendo che vorreste scrivere di libri/cinema/musica argomenti che oltre a non essere le prime necessità di una redazione di solito si fanno fare a persone riconoscibili cosa che se state leggendo questo post non siete)
  • dopo aver proposto l’idea giusta alla persona giusta, questa con molta probabilità vi chiederà di scrivere un pezzo seguendo la scaletta che avrete concordato, vi darà le lunghezze e magari qualche indicazione utile: appuntatevi tutto, anche il dettaglio più insignificante e, una volta scritto il pezzo, rileggete prima gli appunti presi al telefono e cercate di capire se il vostro articolo corrisponde alle aspettative
  • forse alla prima collaborazione con quella testata il pezzo ve lo correggeranno o vi chiederanno di riscriverlo, anche qui, siate umili e imparate il linguaggio giusto per quella testata, ogni giornale ha il suo (almeno dicono)
  • ed ecco la parte più importante:  se non si fosse capito, fin qui avete lavorato, divertendovi magari, ma questo è un lavoro. La maggior parte delle testate paga. Ogni testata ha il suo tariffario, quasi tutte pagano in base alla lunghezza, non in battute, ma a pagina. A volte i box vengono pagati a parte, ma per una pagina si può guadagnare da 70 a 150 euro
  • tentar non nuoce: puntate in alto, se siete in gamba, capaci, se questo è il lavoro che fa per voi ce la farete; se non ce la fate cambiate mestiere, ma non lavorate gratis e per di più per la gazzetta di quartiere  (a meno che non abbiate voglia o bisogno di fare esperienza, ma decidete quanto questa esperienza debba durare: due anni di manovalanza gratuita sono davvero troppi)

* DITELO A QUELLI DEL MARKETING ::

Il numero di oggi di Metro ha una sovracopertina H&M.
Non è la prima volta che il giornale gratuito che trovo in stazione si presenta così. Lo stesso modo di far pubblicità è piaciuto tanto, giorni fa, anche a Intimissimi. Alla gente un po’ meno.

* È SEMPRE UNA QUESTIONE DI SOLDI ::

Mentre al Festival internazionale del giornalismo si discute di crisi e tagli, ricevo una mail dall’Ordine dei giornalisti che invita i suoi iscritti a raccontare in forma anonima – ma documentabile – le condizioni economiche a loro proposte.
Con quale scopo? Una campagna moralizzatrice.
Senza parole, sono tentata dall’idea di riportare per intero il testo della mail.

* NON SI INCARTANO LE UOVA CON IL WEB ::

Non ne posso più di sentire che internet va bene per chi vuole muovere i primi passi.
Su internet se sbagli paghi, più di quanto si paghi a sbagliare sulla carta.

Ovvio, io ho una storia per tutto.
Ecco quella a tema.

Tempo fa – tanto tempo fa – scrissi su una nota rivista di gossip che una signora della Roma dei salotti e il marito politico vivevano separati in casa. Per me era un dato di fatto, nessuna news, per cui lo avevo scritto senza polemica – e per inciso – in un pezzo in cui chissà perché la stavo citando. Di quel giornale ero una collaboratrice, quindi il mio pezzo lo avranno letto come minimo in due prima di pubblicato, ma quando quel numero della rivista uscì in edicola il direttore mi chiamò per dirmi che dovevo sentire la signora di cui sopra e consegnare una doppia pagina di storia che uscirà poi corredata da foto in salotto: è la pezza diplomatica al mio ingenuo errore.
Una pezza, già, perché non si fanno rettifiche nè smentite quando la notizia non è falsa.

Di entrambi i numeri di quella rivista (quello coll’inciso sulla separazione e quello con la signora fotografata in salotto insieme al marito) non resta traccia, se non in un raccoglitore in cui mia madre conserva tutto – o quasi – io abbia scritto su carta nella vita, e forse a casa della moglie del politico che, per quanto noti, non compare spesso sui giornali e per questo la immagino con le forbici in mano ad archiviare ogni ritaglio in cui non si parli del marito indagato.

Su internet non è così, se scrivi una cavolata un anno dopo è ancora tutto lì.
Non si incartano le uova con i pezzi scritti on line.

* GIORNALISMO D’INCHIESTA A TARDA NOTTE ::

photo journalism, daniele del castillo

Mentre il premio Pulitzer per il giornalismo investigativo va a ProPublica, un servizio di notizie online (e solo online) per The deadly choices at memorial, Giovanni Minoli apre alle inchieste on demand con la trasmissione Citizen report su Rai Tre, ahimé all’una di notte (e con un sito che fa pensare anche troppo a quello di Current).

[Foto di Daniele Del Castillo]