* ELENCO DI ESAMI CHE HO FATTO FINORA ::

1. Disegno Organizzativo (ci ho scritto un post: 10 cose che ho imparato sull’organizzazione)
2. Scenario Economico
3. Bilancio e Analisi Economico-Finanziaria
4. Marketing, Analisi e Costruzione del Valore
5. Budget e Controllo di Gestione
6. Intermediari Finanziari e Assicurazioni
7. Metodi Quantitativi.

BocconiLi ho superati tutti (potete dirmi brava come quando pensavate avessi superato davvero il test di ammissione alla Nasa).

Nel frattempo ho anche consegnato il compito di Operations Management e già iniziato a lavorare su quello di Marketing, Comunicazione e Delivery del Valore. Sto seguendo le lezioni di Finanza Aziendale e questa settimana iniziano anche quelle di Diritto Contrattuale e da fine giugno quelle di Strategia Competitiva, motivazione pre-vacanziera, ovvero: l’attività didattica è sospesa (solo) dal 29 luglio al 30 agosto.

Quindi a fine primo anno avrò fatto 12 esami in tutto. Avevo immaginato un post per ogni esame, ma immaginavo anche di avere più… tempo libero.

E, invece, no.

 

* IO COME UN DETERSIVO ::

Ora vi racconto di un esercizio difficile da fare: decidere su quale scaffale mettersi in mostra, per la vendita.

Siamo un Paese molto attento all’apparire. Spendiamo in abbigliamento il doppio della media europea. Prestiamo attenzione a come ci presentiamo a un colloquio e sappiamo vestirci bene per partecipare a una festa. Allora perché non badare anche a ciò che comunichiamo con la nostra presenza online? Se è la prima impressione che conta significa che, spesso, non ce ne sarà una seconda: ti cerco su Google, leggo chi sei. E ciò che Google racconta di noi è il frutto di ciò che facciamo online e anche offline. Insomma ci son tracce di te anche se non lo sai. Vale sempre la pena controllare (questa cosa qui su l’ho detta rispondendo a un’intervista, è tutta su Uncò e la ripeto spesso).

Torniamo al supermercato: dobbiamo comprare il detersivo, scegliere in fretta il migliore. Portiamo a casa quello dal marchio più noto. Semplifichiamo per risparmiare tempo e impariamo associazioni marca-prodotto senza neppure accorgercene.

Funziona così anche durante i colloqui di lavoro e gli incontri casuali al bar: ci ricordiamo poche cose, spesso non le più importanti.

E qui è dove ti sembrerà io cambi argomento: Luigi Centenaro ha realizzato il Personal Branding Canvas.

Cos’è:

uno strumento che aiuta a vedere ciò che stai comunicando di te, e a chi (e chi manca).

A cosa serve:

a capire se c’è coerenza tra ciò che  fai, vorresti fare e ciò che comunichi di te (non solo online).

Prova a compilare il tuo. Io l’ho fatto.
No. quello qui sotto non è il mio, è un esempio, è quello di David Beckham.

personalbranding-canvas

Io che ho conosciuto Luigi dopo aver letto la prima edizione di Personal Branding. Promuovere se stessi online per creare nuove opportunità (Hoepli), mi sono prestata – facendomi un favore – alla correzione pubblica dell’esercitazione successiva al workshop ospite di dieci cose a Milano.  (altro…)

* 11 CONSIGLI PER SCEGLIERE LA FOTOPROFILO ::

Le immagini sono molto importanti online. Se vuoi acquisire una certa rilevanza, quindi, devi avere un’immagine che ti rispecchi.
Fai uno sforzo, anche se non ami farti fotografare.
Il successo di un’immagine non è legato al sesso o all’età: non sei né una modella su una rivista patinata né un attore di successo sul red carpet. Due gradi e mezzo di separazioneSei tu: la gente vuole sapere e vedere chi sei, capire chi ha davanti anche se vi siete incontrati solo online e state chiacchierando in chat. Anzi, proprio per questo è importante metterci la faccia.
Se non lo fai, qualcuno potrebbe pensare che hai qualcosa da nascondere.

Che tu abbia deciso di essere su Facebook per l’insistenza degli amici o che ti sia iscritto a LinkedIn perché hai capito l’importanza del networking per trovare nuove opportunità professionali, ecco un po’ di consigli su come scegliere la foto giusta per il tuo profilo: quella che ti rappresenta, valorizza, rende identificabile.
Come se fosse il tuo marchio.

1. Devi essere riconoscibile, come un prodotto.

Sulla confezione che ti pubblicizza ci sei tu, con la tua faccia vera, quella che indossi oggi. Niente personaggi rubati dalla locandina di un film o da un cartone animato. Niente paesaggi, piedi, citazioni, bandiere o scudetti: la tua faccia, devi metterci quella.

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* ELENCO DI POST CHE NON SCRIVERÒ ::

Ogni volta che vedo quanto vi interessino i post su come si scrive (per il web, su un blog, in generale) e se a scrivere ci si guadagna me ne stupisco sempre un po’. Lo stesso accade quando scrivo di mamme (o di blog di mamme).
Potrei continuare a raccontarvi quello che so su questi temi, spesso invece pubblico – quando non li lascio in bozze – appunti su cose che mi capita di capire o studiare, via via. Cose di me.
Non scriverò, invece, un altro post sulle quote rosa, per esempio (o forse sì).

Tempo fa ho detto a una collega di Grazia che le avrei fatto l’elenco dei prodotti che uso per truccarmi. Addirittura avevo pensato di scriverci un post perché mi pare di non aver mai scritto di beauty (non sul blog almeno). Questo è uno dei post, però, che credo che non scriverò anche se tempo fa ho svuotato la mia borsa per mostrane il contenuto: 712 grammi in totale.

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* 4 DOMANDE E 10 CONSIGLI ALLE MAMME BLOGGER ::

Come guadagnare con il blog?
Non lo so.
Ovvero, sì, lo so e ora te lo spiego, ma non farti illusioni. Una cosa sono i ricavi, un’altra i guadagni.

Iniziamo dalle basi.

QUANTO COSTA UN BLOG?

Quali sono i costi di un blog?
Fai un elenco: hosting, template, grafica… e, soprattutto, quanto vale un’ora del tuo tempo?

Quante ore impieghi per scrivere un post?

Ne è valsa la pena?

Per me sì: ho aperto un blog nel 2003 per dire la mia – come tutti a quei tempi – sui fatti di cronaca e sui fatti della vita (non solo della mia). Ho imparato a fare il lavoro che ho grazie all’uso che faccio della Rete.

Sia chiaro, però, avere un blog non dà nessun titolo a fare il mio lavoro. Come pure avere un account su tutti i social network.

QUANTO SI GUADAGNA CON I BLOG?

Oggi i publisher pagano dai 3 ai 15 euro a post. Quando pagano. I siti d’ìnformazione, forse, un po’ di più. Molte aziende, invece, cercano produttori di contenuti per corporate blog e siti vari. In questo caso, spesso a discapito della firma, i compensi si alzano.

Un post va pagato quanto vale e di solito vale di più se:

- è scritto bene
- è scritto per il web
- è originale (e – perché no? – pure creativo).

Sai scrivere? Forse potrebbe interessarti essere su Amplr. Anche se temo che risponderanno anche quelli che non lo sanno fare.

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