* QUAL È IL CAMBIAMENTO CHE VUOI VEDERE NEL MONDO? ::

(…) il punto è che mentre intervenire sulle altre forme di inquinamento (trasporti, industria, produzione di energia, edilizia) richiede molto tempo ed enormi sforzi congiunti di governi e aziende, ridurre significativamente il consumo di carne, pesce, latte e uova non solo avrebbe un effetto rilevante e immediato sul cambiamento climatico ma soprattutto è una decisione che può prendere chiunque, in ogni momento.

È un pezzo dell’editoriale di Giovanni De Mauro su Internazionale. Parla di scelte personali e di come l’insieme di queste possano avere un impatto sulla collettività. Poi qui si parla di alimentazione, ma vale per tutto: mobilità urbana, consumi energetici responsabili e pure l’educazione civica.

La colpa non può essere sempre di un’entità generica e altra da noi.

internazionale

E tu cosa fai per migliorare la tua e – insieme – anche la mia vita?

 

* NON SONO UNA INFLUENCER ::

Non sono una influencer, sono una che ha imparato a farsi influenzare.
E questo è quanto, un pezzo del mio contributo al TEDx Verona.

Il video non c’è ancora, arriva tra un po’ e per ora dovete fidarvi è qua e io ho detto questa cosa qui

Ma soprattutto devo fidarmi io ché appena scesa ho pensato: potevo essere più brava.
Ma l’emozione è quel che è.

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* LEGGIAMO CIÒ CHE CI MERITIAMO? ::

(…) così i giornalisti non più il ruolo di informare, ma di accapponare; e prima ancora, di convincerci che ci accapponeremo.

Luca Sofri chiude così il post sul clickbait.
Io mi chiedo: funziona?

Pare di sì. Oppure so’ tutti matti a usarlo?

Nel frattempo Massimo Mantellini – parlando degli ospiti che vanno a parlare di politica in tv – scrive:

Siamo una società sclerotizzata ed anziana che si basa su figure di riferimento a sé adeguate.

E io non ho altro da aggiungere oltre questo tweet.

 

* SPIEGAMELO BENE E SE NON HO CAPITO SPIEGAMELO ANCORA ::

Durante la Dinner Speech della Bocconi Alumni Association, due sere fa, Luca Mignini, top manager di Campbell ha detto:

«Come team leader, è giusto che il tuo team conosca i tuoi punti deboli, così che sappiano gestirti».

E ho pensato a quanto poco spesso raccontiamo agli altri le nostre debolezze. E quanto poco siamo abituati a valorizzare le confessioni altrui.
E tu: cosa (e quanto) racconti di te? 

Anni fa ho partecipato a un progetto di Marina Abatista: Istruzioni per l’uso (sfogliando la gallery, ci trovi anche le mie).
L’idea alla base era:

«Non sarebbe tutto più facile se ognuno di noi arrivasse con un libretto delle istruzioni? Come un frigorifero o una macchina fotografica. Certo, forse sarebbe meno divertente, ma di sicuro più semplice. Così sai com’è che funziono. Mica perché sei tonto, è che siamo tutti ingranaggi».

Mi piacciono gli spiegoni. Tanto quelli necessari: spiegato bene de Il Post è un genere. A prova del fatto che mica è vero che i giornali le cose ce le spiegano sempre bene.

Hai visto Roberto Saviano a Che Tempo Che Fa parlare dell’intervista a Porta a Porta del figlio di Riina? «La mafia sta parlando e la cosa più grave è stata che non l’abbiamo capito», per questo era necessario che qualcuno lo spiegasse. E bene.

 


* IL METODO SALVINI ::

Non è una questione politica la mia, tutto si può pensare tranne che io – che ho fatto della mia influence (?) in Rete un giveback per l’UNHCR – voterei mai per la Lega eppure tanto di cappello per la comunicazione politica di Salvini. Uno che sa cosa comunicare, a chi e in che modo.

Ho letto Il metodo Salvini, di Francesco Del Vigo e Domenico Ferrara e ve lo consiglio (tenendo conto che scrivono entrambi per Il Giornale e che quindi… potrebbero essere un po’ di parte) perché Salvini è davvero – come dicono gli autori:

un caso da manuale di comunicazione politica compulsiva, costante e senza freni.

Corrado Passera, lo stai facendo male

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