* 10 COSE CHE HO IMPARATO DA UN PESSIMO CAPO ::

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questo post è stato selezionato per il Premio Treccani


 

No, il pessimo capo da cui il titolo non è una persona sola (troppo facile), è un lavoro corale. Di tanti piccoli capi che ho avuto, che ho conosciuto, di cui mi hanno raccontato. Che su queste cose anche il “sentito dire”, il racconto di un amico, serve. Anche se a volte serve solo a farti sentire meno solo.
Per questo – più di un anno fa, ormai – ho lanciato una discussione sul tema:

Più di un anno fa sì, perché se mi segui sai che ho deciso di pubblicare i post in bozze seguendo l’ordine deciso da una estemporanea votazione su Facebook, che si sa non serve a nulla, ma tant’è ora va così e questo è il secondo dei post, in ordine di preferenze.

LEGGI ANCHE: 5 cose per cui ero portata e poi ho mollato che è il primo di 10 post che stavano in bozze da un po’.

Dunque, dai commenti alla discussione lanciata su (magari se ne aggiungerà qualcuno, ma quando ho iniziato a scrivere questo post erano 68) sono uscite un po’ di cose che si ripetono, altre – in ordine sparso – le aggiungo io e quindi ecco la lista.

Attenzione: la lista che segue non è in ordine di importanza (del manager, né delle sue capacità manageriali). Grazie a tutti per aver contribuito.

Nota per le quote rosa: il pessimo capo è un sostantivo di genere sia maschile che femminile.

10 cose che tutti abbiamo imparato da un pessimo capo:

1.  Il corridoio è un posto pericolosissimo: potresti incontrare persone a cui devi delle risposte.
Perché il pessimo capo non attraversa il corridoio neppure per andare a fare la pipì: se la tiene. Lo so, fa un po’ Chuck Norris.

2. Alle mail si risponde subito (o non si risponde e basta).
Perché quando il manager è in crisi:
– le sue mail si fanno più lunghe
– risponde subito anche solo per dire di aver letto tutto
– non risponde neppure più.
Fateci caso.

3. Il pesce puzza sempre dalla testa: un pessimo capo produrrà prima o poi pessimi risultati o un pessimo ambiente in cui lavorare.
È possibile giudicare un gruppo di lavoro dal capo che ha perché è vero che dividi et impera è una regola da imbecilli, ma la gente è scema e allora è una regola che funziona: tutti odiano tutti e collaborano meno.

LEGGI ANCHE: Gaslight (e poi muori) di Daniela Losini, sui trucchetti psicologici sottili.

4. Non esistono pessimi lavori, esiste solo un pessimo atteggiamento e i feedback che migliorano il lavoro di tutti arrivano quando sei anche tu a darli.

5. Un pessimo capo entra in competizione con te.

6. Non imparare nulla per restare dove sei: perché il pessimo capo fa finta di ascoltare, ma ha la grande capacità di sapersi vendere e in genere ha sopra di lui gente così incompetente da crederlo un fenomeno. Un pessimo capo può rimanere al suo posto a lungo.

7. Se sei un pessimo capo non devi mai farti dire di no.

8. Come funziona il management by surprise: il capo deve dirti le cose all’ultimo momento, deve dimenticarsi di avvisarti, deve farti lavorare sempre in emergenza, deve far apparire tutto urgente e non saper trasmettere le priorità. Un pessimo capo non dà risposte nei momenti di crisi, ma crea ulteriori problemi.

9. Il pessimo capo ti fa rifare documenti complessi e presentazioni almeno due volte solo per non ammettere che la prima volta andavano bene e tu sai fare il tuo mestiere.

10. Il coniglio mannaro: quello che si fa raccontare amichevolmente tutto da tutti e fa da finto filtro con l’azienda. Non discute mai e il suo motto è stai tranquillo ci penso io. 

Si allega diapositiva per gentile concessione di Wallace&Gromit.

pessimo capo In tutte le descrizioni che ho raccolto nei commenti alla discussione su Facebook ho riconosciuto qualcuno o qualcosa di visto. E voi? Non è facile, ma il commento più bello è stato questo:

da un pessimo capo ho imparato a voler essere un capo diverso, non fotocopia. Ho visto grandi critici di un pessimo capo diventare pessimi capi. Seguivano il modello che li aveva cresciuti. Mentre si ha un pessimo capo si devono costruire i propri principi per essere un capo diverso.
Io la chiamo sindrome di Stoccolma.

Extra. Tutti i pessimi capi che ho avuto masticano gomme e caramelle alla scrivania con la bocca aperta. Secondo me è un indizio. Perché non tenerne conto?

 

Per saperne di più:


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