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* E-COMMERCE, PRO E CONTRO ::

Stamattina mi è arrivato un pacco. Royal mail. Cos’ho comprato? Ah, sì, due bamboline e una maglietta. Me n’ero anche dimenticata.
Però mi è piaciuto.

In ordine sparso.

Perché mi piace fare shopping online:

  1. Perché è possibile visualizzare solo i prodotti scontati
  2. Perché non c’è nessuna commessa a dirmi quanto sto bene con quella brutta gonna che non voglio comprare
  3. Perché posso fare compere anche a mezzanotte
  4. Perché è possibile salvare la lista dei miei prodotti preferiti e evitare la fatica di cercarli la volta successiva
  5. Perché se qualcosa non va bene posso restituire tutto senza troppe spiegazioni alla cassa
  6. Perché non c’è mai la fila
  7. Perché risparmio tempo
  8. Perché posso entrare in tanti negozi differenti in poco tempo e senza muovermi dal divano
  9. Perché posso fare shopping anche all’estero
  10. Perché ogni volta che arriva un pacco mi diverto come a scartare un regalo

5434229527 3402938894 * E COMMERCE, PRO E CONTRO ::

Perché non mi piace fare shopping online:

  1. Perché gli articoli correlati che mi vengono suggeriti sono sempre un po’ a caso
  2. Perché inquino di più
  3. Perché devo andare in posta se devo restituire qualcosa
  4. Perché non posso toccare i prodotti, sentire se il cotone di una maglietta è quello che piace a me
  5. Perché non posso usare gli sconti scritti sulle confezioni
  6. Perché le spese di spedizione non sono sempre pari a zero
  7. Perché spesso non so quando mi arriveranno le cose che ho comprato
  8. Perché alcuni negozi online sono davvero brutti
  9. Perché alcuni negozi non spediscono in Italia
  10. Perché non c’è nessuna commessa a dirmi quanto mi sta bene quella brutta gonna che ho deciso di comprare

* LINK SPARSI/1 ::

Spesso mi capita di salvare qua e là qualche link utile a cose diverse.

Sono di solito link utili a farmi venire un’idea. O più di una.
Avevo pensato di commentare ogni link, ma ognuno si faccia venire le idee che vuole.

Ecco 5 link sparsi:

e un video:

* LA CRISI DEL SETTIMO ANNO ::

Otto anni fa vivevo a Roma. Lavoravo in Rai e, al mattino, prima di andare al lavoro, andavo in radio, come si dice.

La radio era R101, che ai tempi si chiamava ancora Radio 101 e si leggeva one o one.

Il conduttore del radiogiornale del mattino, Pagina 101, mi chiamava – tra le 7 e le 9 – e mi dava i compiti.
I compiti erano le agenzie: c’erano gli esteri, economia, ma anche reazioni dell’ultim’ora all’ultima delle notizie del giorno prima.

Quando ti chiamano al mattino alle 7 probabilmente stai facendo la pipì, sei appena uscita dalla doccia, se hai puntato la sveglia in tempo stai preparando la colazione e sei già truccata e vestita, pronta per uscire. Non succedeva quasi mai.

Di solito, molto professionalmente, rispondevo al telefono scendendo dal letto o uscendo dal bagno.
A chiamarmi era quasi sempre lui.

Tutto questo succedeva nel 2003. A fine anno, come ogni anno, ve l’ho già raccontato che facevo un sacco di cose e tutte insieme, partecipavo all’organizzazione dell’evento tv del Telethon.

Era dicembre, sarei andata a Bologna e Firenze, non mi ricordo in che ordine, comunque poi ero libera per qualche giorno.

Perché non salire a Milano e conoscere i colleghi della radio? Detto fatto sono a Milano.
Maurizio si offre di venirmi a prendere in stazione, io gli propongo di andare il giorno dopo a vedere la mostra di Frida Kahlo.

Maurizio viene a prendermi in stazione. Il treno è in ritardo (e quando non lo è?), avevamo appuntamento lato destro sulla stazione, mi manda un sms:

Arrivi a piedi da Piacenza o mi sono spiegato male?

Io rido.
Arrivo a Milano. Mi fidanzo.
E io che me lo immaginavo più brutto (no, niente Facebook, era il 2003).

Quello che succede nei mesi successivi:

  • mi licenzio dalla Rai
  • disdico l’affitto di casa in viale Vaticano
  • mi trasferisco a Milano
  • cerco lavoro
  • compriamo casa.

Io e Maurizio ci siamo sposati a Roma il 17 gennaio 2005. Sono 7 anni, sì.

domitilla e maurizio1 1024x680 * LA CRISI DEL SETTIMO ANNO ::

* QUELLO CHE SO DI MUSICA ::

Di musica non ne so nulla, meno di quello che so di moda.

Ma poi, cosa c’è da sapere sulla musica?

Anni fa, nelle tante, tantissime cose che mi è capitato di fare, ho seguito un programma radio, un programma che esiste ancora condotto ancora dai suoi ideatori: Michel Pergolani e Renato Marengo.

Io ero nella redazione, ero l’ultima ruota del carro, mi divertivo un sacco.
Arrivavano tantissimi demo, molti demo non erano, erano cd bellissimi, sconosciuti.

Ho conosciuto un sacco di gruppi, di alcuni di loro sono diventata amica. Per un anno, nel 2002, ho scritto i contenuti per il sito di Demo, sono stata in redazione ad ascoltare musica e durante il programma a compilare i moduli della Siae.

Ve l’ho detto che ero l’ultima ruota del carro.

Era divertente, ho scoperto i Moranera e gli Acustimantico. Per citarvene due che mi piacciono e che ascolto ancora volentieri.

Anni dopo sono stata, con il Telethon, a Catania, a Rimini, a Bologna e in altre città. Ero una dei producer delle dirette. Un bel modo per dire che dovevo risolvere tutti i problemi – e sono tanti – che ci sono prima, durante e spesso anche dopo i collegamenti in diretta.

Uno dei problemi del prima della diretta è che nella piazza in cui tra mezz’ora il regista deciderò di fare una panoramica dall’alto non c’è nessuno.

Come obbligare la gente a fermarsi a far nulla in una piazza vuota e fredda a metà dicembre?

Con la musica.
Ma non con la musica diffusa dalle casse, magari collegate a una stazione radio locale, no. Con concerti di band locali (e non) che si davano il cambio sul palco pronte a togliersi di mezzo alla velocità della luce appena pronto il collegamento in diretta durante il quale su quel palco doveva succedere tutt’altro.

Ecco, questa cosa l’abbiamo fatta ed è venuta benissimo. Le band le cercavo io. Io che chiedevo in Rete ai gruppi di candidarsi e di dirmi che musica facevano e di mandarmi un brano. Uno solo che i gruppi erano tanti.

Poi in radio ci sono tornata a far la giornalista, non di musica, ma ve lo racconto poi.

E ci torno oggi – a parlare di personal branding – dalle 14 alle 15 ospite di Gabriele Balducci a Punto Radio, una radio storica di Bologna (anche in streaming se proprio ci tenete e vi interessa l’argomento).

Gabriele mi ha chiesto se volevo suggerire dei brani per la scaletta del programma. Ecco, inizia con le domande a cui non so cosa rispondere.

Quello che so di musica è che mi piace (quasi tutta).

 

* DONNE DI POTERE ::

C’è questo libro che elenca le 25 donne più potenti al mondo.

Ci sono Madonna, Shakira, Angelina Jolie, Beyoncé, Lady GagaOprah Winfrey e a occhio mi pare che il potere sia una questione di soldi.
Ci sono anche Carla Bruni, Hillary Clinton, Melinda Gates, Michelle Obama. Che il potere di una donna sia proporzionale a quello dell’uomo che ha sposato? O delle copie vendute dai libri che hanno scritto, come per Stephenie Meyer e J.K. Rowling.
Ma poi ci sono anche Angela MerkelSarah Palin, Dilma Rousseff, Indra Nooyi, fino a Emma Marcegaglia. E poi ci sono le donne (e mamme) di successo: Nancy Pelosi ha cinque figli, Heidi Klum ne ha quattro.

Ah, sì, c’è anche Marina Berlusconi. E vorrei ben vedere.

Donne di potere. Le 25 donne più potenti del mondo * DONNE DI POTERE ::, di Michele Monina, Barbera editore 12,90 euro

pixel * DONNE DI POTERE ::