* DITELO A QUELLI DEL MARKETING CHE TARGET DIVERSI CAPISCONO COSE DIVERSE ::

– Perché lo stai fotografando?
– Perché c’è un calciatore nella pubblicità di un’università.
– E quindi?
– E quindi a me sembra un controsenso.
– Perché?
– Perché è un calciatore e il senso può essere che è un’università facile da fare (e qui non ho detto nulla sul fatto che l’università non deve essere facile).
– No mamma, secondo me vuol dire che è un’università che costa tanto.

Cristiano Ronaldo ecampus

Diamara ha 10 anni e se siete d’accordo la rubrica Ditelo a quelli del marketing la affiderei a lei.

 

* COM’È IL FILM SULLA FERRAGNI? ::

Davvero Chiara Ferragni – Unposted fa schifo?

A Venezia non sono partiti gli applausi. Ma al botteghino male non va.

Chissà quando lo vedrò, non ne sento tutta quest’urgenza in effetti, ma mi fido: il target non penso di essere io.
Allora visto il successo dei racconti per interposta persona, mi fido:
Matilde, dimmi com’è Chiara Ferragni – Unposted.

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* DI COSA PARLO QUANDO DICO SEMPRE LE STESSE COSE ::

Non serve che dica che sto parafrasando Carver, vero?

Se scrivi fatti leggere, l’importanza della riconoscibilità in Rete è uscito per Sperling & Kupfer nel 2015. Lavoravo ancora in Mondadori e stavo lì lì per finire l’MBA. Due gradi e mezzo di separazione era uscito l’anno prima. Non ho più scritto mai nulla di così lungo.

Per un po’ ho organizzato delle colazioni, al mattino presto (presto davvero: l’appuntamento era alle 7.30, ma alcuni alle 7.15 iniziavano ad arrivare già: come io ci riuscissi ancora non so).

A colazione parlavamo delle solite cose, quelle che interessano a me. Cosa che ora ho spostato nelle mie chiacchiere a pranzo.

Sempre le stesse cose diverse

A Gressoney, per il Premio Subito, ho parlato di alcune di queste cose. Dimenticandomi al solito qualche pezzo e aggiungendone altri.

Questi sono gli appunti che ho portato con me.

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*HAI GIÀ TOLTO L’OOO? ::

Ogni anno faccio una lista di buoni propositi. A volte ne faccio due. Una a inizio anno, anche. Ma quella vera è quella che faccio per settembre.

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* HO QUASI FINITO 100 PAROLE ::

Sono arrivata a 36 compleanni su 45, un altro lo festeggio prima della fine del mese e altri due a inizio settembre così me ne mancheranno solo 7 (anche se inizio a pensare che forse qualcuno non l’ho segnato).

Avevo chiesto in giro di regalarmi una parola, partendo da qui.
Una cosa simile l’avevo fatta 4 anni fa, per finire un compito da consegnare per l’MBA: parlare di me in 10 righe.

Allora cosa scrivere lo avevo chiesto su Facebook alle persone con cui ero in contatto, perché come mi aveva spiegato Luigi Centenaro:

per sapere dove vai – o dove le cose che fai ti stanno portando – devi farti dire dagli altri come ti vedono, non puoi scriverla da solo la tua biografia.

Non ricordo più che riassunto ne avevo fatto, ma da questo gioco avevo tirato fuori la considerazione che per gli altri avevo una dote utile:

saper coinvolgere le persone senza perdere nessuno per strada.

La capacità di saper passare le informazioni, mettere insieme le persone e muovermi tra gruppi diversi me la riconoscono tutti, da sempre.

EXTRA: qui c’è un video in cui spiego come si coltiva la propria reputazione, non solo online.

Ma se al posto di un compito di 10 righe avessi dovuto descrivermi in una sola parola?
Ne ho chieste 100, sono tutte qua: ne ho fatto fare spillette.

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