* CON CALMA E SENZA FRETTA ::

Due gradi e mezzo di separazione è uscito il 18 febbraio. In due mesi sono stata invitata a presentarlo alla Social Media Week a Milano, poi a Mantova, Cremona, Padova, Vicenza, Verona, Roma, Como, Brescia, Crema, di nuovo a Roma, alla Camera dei Deputati.

Sabato sono stata a Arese e il giorno prima di nuovo a Milano: 13 presentazioni finora e a fine maggio saranno 20.
Facendo una brutta media sono sei al mese, una presentazione (e mezza) a settimana. E sì, non riesco più a trovare il tempo – tra lavoro, studio e tutto il resto – di aggiornare il blog.

Quindi, con calma e senza fretta, ecco un po’ di considerazioni sparse dal tour su futuro, reti e Rete, quote rosa e le domande più frequenti che mi fanno durante le presentazioni.

Qui c’è un album con un po’ di fotoricordo, mentre qui su sono a Crema, con Elisa D’Ospina a Vicenza,  a Libri Come a Roma con Andrea Vianello, con Philip Di Salvo a Como.

La Camera dei Deputati

Qui c’è il video dell’evento Come Internet facilita le relazioni, accorcia le distanze e crea nuove opportunità di lavoro che si è tenuto nella Sala del Mappamondo di Palazzo Montecitorio.

Lì, per me, Vincenzo Cosenza, Simone Spetia e, di nuovo dopo la Social Media Week, Massimo Russo e Giovanni Boccia Artieri.

Sì, una cosa bella tra le tante che mi stanno capitando. Anche rivedere Andrea Sarubbi (ehi, grazie per la presentazione, mi sono commossa, eggià).

Grazie a tutti, non solo ai cento che hanno riempito la Sala del Mappamondo, ma a tutti quelli che hanno seguito lo streaming e che hanno partecipato alla conversazione (e al LOL) via Twitter.
Cosa che poi ha fatto sì che #duegradiemezzo per la seconda volta arrivasse in Trending Topic.

La prima era stata durante la Social Media Week.

Il Movimento 5 Stelle e la Rete

L’incontro alla Camera è iniziato con Andrea Sarubbi che, prendendo spunto dal libro, ha intervistato Mara Mucci – deputato del Movimento 5 Stelle – e Antonio Palmieri – deputato di Forza Italia, sul rapporto Rete e politica, ovvero di come sia possibile fare (e ascoltare la) rete anche in politica.
Sentir dire a Mara Mucci che la Rete va usata come megafono (come la tivvù, quindi) e che per questo va bene alzare i toni, ecco, mi ha fatto pensare che in effetti il Movimento 5 Stelle non stia dando un buon esempio al suo popolo della Rete. Sì, poi, certo che su Internet sono sempre gli stessi a partecipare e commentare forse il Movimento 5 Stelle davvero pensa che non sia così. Mai sentito parlare della regola dell’1%? In Due gradi e mezzo di separazione ci sono schede di approfondimento per i temi più… tecnici. Della differenza tra lurker, contributor e creator parlo nella scheda a pagina 149. Aggiungerei che la percentuale di chi ha accesso a Internet è la metà della popolazione italiana. Per tirar fuori, di nuovo, il tema della democrazia diretta.

Educare all’uso della Rete

Per tutte le incomprensioni che ci sono su uso, utilità, rappresentanza e rappresentazione della Rete penso che gli analfabeti funzionali possano essere aiutati a capire gli strumenti che usano già, ma in modo da non valorizzare né sé stessi né la rete di cui fanno parte.
Sono presuntuosa, insisto, credo di poter contribuire, usando parole semplici a spiegare la Rete a chi ne ha paura perché non la conosce o crede di saperne tutto e invece si sta perdendo la parte migliore, quella che ci aiuterà a cambiare le cose, a uscire dalla crisi, a valorizzare chi sa e non chi conosce, a metterci in rete.

Sì, la definizione analfabeta funzionale l’ho presa da Wired.

Il futuro dei social network

Salto da un argomento all’altro così come spesso succede durante le presentazioni.  Come immagino i social network tra qualche anno? Me lo stanno chiedendo spesso e a febbraio, appena dopo l’acquisto di WhatsApp da parte di Facebook, avevo risposto a un’intervista sul Il Mattino di Padova raccontando il cambiamento di Instagram che dopo tanto aveva dato la possibilità di scambiare messaggi privati. L’ha appena fatto anche Vine. Le persone vogliono parlare, conoscersi, incontrarsi. In tutti i luoghi, su tutte le piattaforme. Qualunque sarà il prossimo social network certo è che ci permetterà non solo di comunicare in massa, ma anche di chiacchierare in privato.

Il futuro della lettura (e dell’editoria)

Le statistiche dicono che meno di un italiano su due legge. Legge libri. Io (tanto) tempo fa ne leggevo almeno 30 l’anno. Poi sono diventati molti meno. In verità ho capito che Internet non mi sta rendendo ignorante come temevo. Leggo tanto, ma altre cose: sfoglio giornali diversi, giornali che non compro più di carta o che compro solo quando qualcuno segnala che c’è un pezzo interessante. Come faccio con la tv: la mia guida ai programmi è diventata Twitter.

Su come sta cambiando la lettura c’è un bel pezzo sul Washington Postqui la traduzione in italiano.

Le quote rosa

Ne ho parlato già in occasione dell’8 marzo con un commento su La Stampa e tanti continuano a chiedermi della mia opinione in merito.
Penso che sia arrivato il momento per le donne di chiedere agli uomini – compagni, mariti e anche colleghi – di fare qualche sforzo in più nella gestione delle cose storicamente considerate cose da donne. Solo così le donne potranno liberarsi di sensi di colpa e insicurezze e chiedere per gli uomini parità di trattamento: a che punto è la discussione sui permessi parentali? Dobbiamo chiedere parità per gli uomini, non per le donne. L’astensione obbligatoria dal lavoro continua a chiamarsi maternità perché gli uomini non ne hanno diritto ed è il motivo per cui la carriera di molte donne rallenta, perché quando si è in due a lavorare e il permesso per stare a casa ce l’ha solo una dei due allora non c’è parità.

I prossimi appuntamenti

17 aprile, Milano: Girls in Tech, con Francesca Parviero e il graphic recording di Sara Seravalle.
18 aprile, Bologna: Libreria Trame, con Gianluca Diegoli e Matteo Bianconi, ore 18.
23 aprile, Treviso: all’interno della chiesa di San Gregorio (che è uno spazio bellissimo e grande), con Luca Barbieri del Corriere Innovazione.
8 maggio, Torino: Salone del Libro, incontro Il Bene e il Male della rivoluzione digitale, sala Azzurra, ore 15.
16 maggio, Napoli: Il salotto del caffè con Luca Conti e Gianluca Diegoli (di nuovo, eggià), ospiti di Luca Carbonelli.

 

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