* ELENCO DI GRAZIE (e cose che avevo sottovalutato) ::

Da oggi Due gradi e mezzo di separazione è in libreria.
Sul perché dovreste comprare e leggere il libro ne ho scritto sul blog di Sperling & Kupfer, qua – come al solito – mi piace raccontare i fatti miei, allora eccoli qua.

Quand’è andato in stampa, non più di un mese fa, ho pensato: «Ecco. È fatta!». Ho scritto quest’estate. Avevo pianificato due pagine e mezza al giorno, ma poi non è andata esattamente così: ci sono stati giorni in cui ho scritto tantissimo, altri nulla, altri nulla, altri nulla ancora. Altri giorni leggevo (altri) e rileggevo (me), mentre l’editor mi diceva di andare avanti e che avremmo letto tutto dopo.
Un mese fa ho scritto un elenco, solo per aggiornarvi su cos’era successo mentre stavo lì a lavorare, capitolo dopo capitolo, rinunciando alle vacanze. Un post che – come da tradizione – ho lasciato in bozze. Nell’elenco delle cose che avevo sottovalutato si sono:

1. il tempo, il tempo a disposizione che non è mai abbastanza (soprattutto per scrivere un libro) e il tempo libero in generale

2. e poi il lavoro che c’è dopo la scrittura: la rilettura (mia), e la rilettura dell’editor, e la rilettura della redazione e di nuovo la rilettura (mia) e i refusi che ne scappa sempre uno a tutti, ma per fortuna il libro è già andato in ristampa (sì, ancor prima di uscire) e quindi in giro ci saranno sia copie col refuso, sia quelle senza (tu dimmi se lo trovi)

3. e poi la difficoltà di passare dallo scrivere cose brevi (e spesso un po’ a caso) a scrivere un libro. Grazie Mafe, Gianluca, Paolo, Vincenzo, Alessandra per non avermelo detto prima: non avrei mai iniziato a scriverlo. E grazie a tutti quelli che mi hanno dato una mano a leggere e rileggere quello che scrivevo, grazie Francesca, Michela, Lorenzo, Monica, Mariela e a chi mi ha aiutato a scriverne un pezzetto: grazie Rocco, a pagina 88 e 89 ci sono un po’ di parole tue.
Messaggio in codice, per tutti voi: pagina 5, dalla riga 9 al punto (essì, si risolve solo leggendo il libro).

E grazie a mio fratello, a cui il libro è dedicato, perché mi racconta cosa succede nel paese reale e mi fa essere grata di tutto quello che ho e che di bello mi succede ogni giorno.

E grazie a Chiara per aver realizzato il booktrailer di #duegradiemezzo.

Sono… in tour: ci vediamo in giro?

Qui, se vi va, ne potete leggere un pezzo.

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