* POLITICA, LAVORO E SOCIETÀ (e come sempre) 💛 un po’ di fatti miei ::

Oggi è giovedì e non parte nessuna newsletter. Sono stata stanca, distratta, ho avuto la febbre e tante cose da fare, risolvere, scrivere, riscrivere.
Quindi va così. Questa che segue l’ho spedita a fine novembre.
L’oggetto è quello che ho copiato nel titolo e – sempre perché mi diverte – ha avuto il 51% di open rate.

newsletter Domitilla

💌 Vuoi riceverla? Lascia la tua mail qua
 

Cosa segna l’inizio della storia? Non la scoperta del fuoco né della ruota, la preistoria finisce quando nasce la scrittura e io non me lo ricordavo mica: è nel programma di quarta elementare, per questo ora lo so. Ma dove le mettiamo oggi le storie che scriviamo? Perché, come dice Paolo Iabichino, il marketing è un palinsesto narrativo in cui inserire le storie d’impresa ma da qualche parte andranno pur messe. Anche quando si tratta di B2B, come spiega Gianluca Diegoli parlando di back to brand.

⚠️UNA COSA CHE TI CONSIGLIO ASSAI è questo post di Nereo Sciutto (che è il mio capo, ma lui non lo sa che vi sto consigliando di leggerlo) in cui commenta – da imprenditore da 20 anni nell’industria digitale – la ricerca di IAB Europe Human Capital in the Digital Environment. In breve: tendiamo a sopravvalutare le (nostre) competenze e capacità.

L’ANGOLO DELLA POLITICA (che se non ti interessa puoi pure saltare, ma secondo me non dovresti farlo):

  • l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti – totalmente assente dai social media – si è candidato alla leadership del PD. Dino Amenduni in questo articolo su La Repubblica si chiede se valuterà l’ipotesi di rinunciare alla sua personale idiosincrasia o mantenersi coerente ma perdendo così tutto il potenziale offerto dai nuovi strumenti digitali? (…) Se sui due piatti della bilancia ci fossero la difesa dell’autenticità del proprio registro comunicativo e l’efficacia tecnica, quale valore peserebbe di più? È indiscutibile, allo stesso tempo, il valore crescente nei social media come strumento di determinazione dell’agenda del dibattito pubblico: un buon tweet o una foto accattivante su Instagram hanno più possibilità di essere interessanti per i giornalisti rispetto a un grigio comunicato stampa (che piaccia o no). È possibile oggi rinunciare a tutto questo, soprattutto considerando la grandezza delle platee potenziali di utenti raggiungibili? (31 milioni di utenti su Facebook, 19 su Instagram, circa 8 su Twitter). I social media, inoltre, offrono un’altra possibilità potenziale: raggiungere pubblici che è impossibile intercettare coi media tradizionali.

🗃️DALL’ARCHIVIO di questo blog

• 10 cose che ho imparato da un pessimo capo: 4 anni fa ho scritto un post su Facebook in cui chiedevo di raccontarmi un po’ di aneddoti lavorativi, di quelli brutti e condivisi. Ci ho messo quasi 2 anni e l’ho trasformato in un post collaborativo sul blog che mi è valso la citazione del Premio Treccani e il malumore del mio ex capo che s’era riconosciuto/a (in verità pare se la siano presa in tanti) in cose che non avevo neppure scritto io. Quando poi dite la coda di paglia. Ho ripreso a rifare una raccolta collaborativa ché non ne faccio da un po’. Questa volta sulle cose da non fare quando si prende la parola davanti a una platea: appunti da tutti gli speech seguiti fin qui nella mia vita. Vediamo questa volta come va?


📮Quindi, come vedi, non sempre ogni settimana, ma quasi, prendo un po’ di link delle cose che ho letto, cose sulle questioni fondamentali della vita (che mi fanno essere felice, capire meglio, essere più consapevole, triste o arrabbiata), e li metto in una newsletter che arriva (per ora) a un migliaio di persone.

💌 Vuoi riceverla? Lascia la tua mail qua
 

💰Vuoi farmi sapere che non è tempo sprecato e obbligarmi a renderlo un impegno fisso? 💝Fai una donazione.

SULLO STESSO ARGOMENTO (FORSE):

Tagged:

Privacy Policy